Nicolo Cerasa - colomba - Raffaele Ariante

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Nicolò Cerasa
Storico dell'Arte
L’importanza delle connessioni.

Non si può ingabbiare o caratterizzare lo spirito della contemporaneità, è palese. Il nostro sguardo è ormai immerso, in ogni istante, in un frullatore pieno di immagini e idee sparata a velocità ipersonica in una marea di pixel, colori, linee, segni, idee che perdono troppo spesso il significato e soprattutto il sapore del bello. Un frullatore dalla forma piatta e liscia, impersonale, robotica che ha sempre uno schermo che divide dalla tangibilità dell’oggetto in sé o del messaggio intrinseco, perdendo di valore. Raffaele Ariante, artista, vive e sogna al di la di ogni intangibilità, surfa con armonia leggiadra ancora tra le onde della vita, assorbe ed esprime con la sua arte concetti umili ma ultra simbolici, con segni grafici primordiali e veloci. La sua arte è materia viva, pura, presente. Presente come una nascita. Non concetto ma concepimento. C’è del Jackson Pollock, con meno dolore ma più ordine nella sua grafia. Le sue colombe, presenti in questa mostra,
esprimono concetti autentici, lievi, ma potenti, eterni, alla stregua di una Croce, senza però alcun misticismo religioso divisorio, ma con immane verità di purezza. Sono presenze, simboli che volano a ricordarci che l’arte esiste per liberarci da ogni gabbia sociale, per ricordarci che si deve sorridere come i bambini e non litigare come fanno gli adulti, per ricordarci ancora che ci si può fermare a riflettere sulle emozioni umane, che un simbolo ci può accomunare sotto i concetti di pace e amore senza discussioni. Per ricordarci che la vita stessa è arte dedita al bene. Perché ancora ci serve, nonostante tutta questa modernità.
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